Il “Chini Museo”

Nel 1979 il conte Luigi Pecori Giraldi dona al Comune di Borgo San Lorenzo la propria villa, uno splendido edificio di gusto rinascimentale circondato da un monumentale parco adorno di alberi secolari. A vari esponenti della famiglia Chini si deve la realizzazione della quasi totalità dell’apparato decorativo dell’edificio comprendente pitture murali, bassorilievi, il rivestimento ceramico dei due camini, vetrate e la progettazione di quel magnifico esempio di architettura Liberty che è la scala elicoidale. A Pietro Alessio Chini e al figlio Pio si devono i decori floreali del piano superiore realizzati attorno alla metà dell’Ottocento mentre al successivo intervento di Leto si attribuiscono gli affreschi di ispirazione medievale del salone d’ingresso. Sulle pareti di questo ambiente, denominato Sala degli Stemmi, sono affrescate le imprese delle nobili famiglie imparentate nel corso dei secoli con i Pecori Giraldi. Ancora qui, tra il 1906 e il 1911, viene chiamato ad intervenire Galileo il quale firma l’affresco col San Giorgio e il drago e il rilievo ceramico col Cristo coronato di spine inserito entro una semplice e possente cornice a sesto acuto in pietra serena collocata sulla porta della parete ovest.

Dopo il disastroso terremoto del 29 giugno 1919 i lavori di restauro  vengono affidati a Pietro e al nipote Tito, autore quest’ultimo anche dell’impresa araldica di Lavinia Morosini datata 1922.  Villa Pecori Giraldi, proprio in virtù dei preziosi esempi decorativi che conserva, viene individuata quale contenitore naturale per il Museo della Manifattura Chini (oggi Chini Museo) che viene dunque a costituirsi come un vero e proprio “museo nel museo”.

 Sotto la direzione della professoressa Carla Giuseppina Romby si avviano l’allestimento museale, la raccolta e la sistemazione della collezione (costituita in parte da acquisizioni del Comune di Borgo San Lorenzo e in parte da prestiti e donazioni di collezionisti privati, oltre che della stessa famiglia Chini) per giungere alla sua apertura nel 1999, al termine di un lavoro durato più di un decennio.