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Le ceramiche rinascimentali di Borgo San Lorenzo.
Nel 1925, in Piazza Castelvecchio, il nucleo più antico della cittadina di Borgo San Lorenzo vengono casualmente rinvenuti alcuni frammenti ceramici e i resti di un’antica fornace. L’esiguità dei ritrovamenti fu tale tuttavia da non incuriosire gli studiosi dell’epoca. Nel 1980 però, durante dei lavori stradali, vengono rinvenuti poco distante, in Via Montebello, un gran numero di oggetti ceramici. Si trattava del pozzo di scarico (ovvero del luogo nel quale venivano gettati i manufatti ritenuti imperfetti) di una seconda fornace. Questo evento spinse finalmente a compiere più approfondite analisi archivistiche, dalle quali emerse come nel corso del XVI secolo fosse documentata nella cittadina l’attività di otto botteghe di vasai. Le fornaci di Borgo San Lorenzo erano specializzate nella ceramica ingobbiata sotto vetrina, la quale trova in Italia ampia diffusione durante la crisi della seconda metà del XVI secolo grazie al suo valore venale nettamente inferiore rispetto a quello della maiolica. La Toscana però, e l’area fiorentina in modo particolare, si volge piuttosto tardivamente a questo tipo di produzione verosimilmente a causa del predominio sul mercato regionale di un grosso centro specializzato nella maiolica quale Montelupo. Questo fenomeno evidenzia la particolarità della situazione di Borgo San Lorenzo, dove la produzione di ceramica ingobbiata sotto vetrina si afferma già al passaggio tra XV e XVI secolo. Se poi a tale precocità (che trova un parallelo solo nella ceramica pisana) aggiungiamo la rapidità con la quale questa produzione sembra essersi sviluppata e la ricchezza tipologica che la contraddistingue sin dall’inizio, vien fatto di ritenere plausibile l’arrivo nella cittadina mugellana di maestranze provenienti da altri territori. Quella emiliana, e ferrarese in particolare, appare la tradizione ceramica che può aver donato a Borgo San Lorenzo l’apporto iniziale più consistente sebbene non manchino tracce evidenti di relazione anche con le scuole pisana, bolognese e, naturalmente, montelupina.
I reperti provenienti dagli scavi di Borgo San Lorenzo sono oggi conservati nel piccolo laboratorio didattico del Chini Museo. Alcuni esempi della produzione rinascimentale di Borgo San Lorenzo sono conservati anche al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza (collezione Cora) e al Museo Archeologico Comprensoriale di Dicomano.





